martedì 19 giugno 2007

Massimo D'alema

Il nostro ministro degli esteri, nonchè vicepremier, già velista di lusso (che entra in porto a vela!) della sinistra italiana ha dichiarato oggi che "c'è un aria irrespirabile".
Ha ragione poveretto.
Noi che lo immaginiamo sballottato dalle onde della vita fino alla posizione attuale, non avendo lui mai (mai!) finito nulla di ciò che ha incominciato, non possiamo ritenerlo troppo responsabile. Nel suo caso è la funzione che crea il danno. Ricoperta da lui, ovviamente.
Quindi, ci permettiamo di dare un consiglio al signor D'alema. Per la prima volta nella sua vita ha infatti l'occasione di finire qualcosa, ovvero la sua funesta carriera e quella dei suoi compari di merenda (a spese degli italiani).
Andasse a casa, o meglio ancora in qualche altro paese, insieme a tutti i suoi.
L'aria si farebbe immediatamente molto più respirabile per tutti gli italiani.

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