Oggi della gente decisamente arrogante e sicuramente molto ignorante ha creato disturbo a tutta Italia perchè pretendeva di viaggiare gratis in treno, quindi ha occupato i binari.
Intervengono i sindacati: «che vengano al più presto riattivate le misure, anche con il sostegno della stessa Regione, come atto di giustizia e di solidarietà verso i pendolari».
Alla faccia della giustizia! E poi dicono che non difendono i fannulloni. A me questi toni sembrano quelli di difesa nei confronti dei "compagni che sbagliavano". E la cosa non mi piace.
Spero francamente che queste persone vengano perseguite dalla legge, e che i sindacati si spengano, come sembra capitare, per le zero iscrizioni dei giovani.
In questo paese si cambierà solo con la morte di questa orribile generazione di prefiche del potere.
lunedì 25 giugno 2007
martedì 19 giugno 2007
Massimo D'alema
Il nostro ministro degli esteri, nonchè vicepremier, già velista di lusso (che entra in porto a vela!) della sinistra italiana ha dichiarato oggi che "c'è un aria irrespirabile".
Ha ragione poveretto.
Noi che lo immaginiamo sballottato dalle onde della vita fino alla posizione attuale, non avendo lui mai (mai!) finito nulla di ciò che ha incominciato, non possiamo ritenerlo troppo responsabile. Nel suo caso è la funzione che crea il danno. Ricoperta da lui, ovviamente.
Quindi, ci permettiamo di dare un consiglio al signor D'alema. Per la prima volta nella sua vita ha infatti l'occasione di finire qualcosa, ovvero la sua funesta carriera e quella dei suoi compari di merenda (a spese degli italiani).
Andasse a casa, o meglio ancora in qualche altro paese, insieme a tutti i suoi.
L'aria si farebbe immediatamente molto più respirabile per tutti gli italiani.
Ha ragione poveretto.
Noi che lo immaginiamo sballottato dalle onde della vita fino alla posizione attuale, non avendo lui mai (mai!) finito nulla di ciò che ha incominciato, non possiamo ritenerlo troppo responsabile. Nel suo caso è la funzione che crea il danno. Ricoperta da lui, ovviamente.
Quindi, ci permettiamo di dare un consiglio al signor D'alema. Per la prima volta nella sua vita ha infatti l'occasione di finire qualcosa, ovvero la sua funesta carriera e quella dei suoi compari di merenda (a spese degli italiani).
Andasse a casa, o meglio ancora in qualche altro paese, insieme a tutti i suoi.
L'aria si farebbe immediatamente molto più respirabile per tutti gli italiani.
Romani Prodi II
Spesso vengo accusato di essere un idealista. E va bene, sia pure.
Ma sarà possibile tollerare ancora questa classe politica? Chiunque non sia o completamente cieco o disperatamente ignorante, non può che accorgersi della falsità, dell'ipocrisia squinternata da polveroso salotto di questa gente.
Continuano a riempirsi la bocca di cose che non vogliono dire nulla, che nemmeno il più facinoroso dei sudditi può sinceramente prendere per buone.
E mentre mandano il paese in malora, ridono.
Qui nessuno (NESSUNO!) quando parla dà l'idea di voler fare qualcosa di serio e utile.
I cittadini italiani sono ben capaci di fare dell'Italia una grande nazione, solo che gliene sia data la possibilità, e che non debbano passare le loro giornate nel tentativo di guadagnarsi da vivere nonostante lo Stato.
Sono di questi giorni le solite vecchie polemiche sul costo della politica: nessuno fa niente, nessuno dice niente, nessuno propone un piano serio di riduzione.
Signori miei, questa gente non merita il nostro rispetto, e tantomeno il nostro voto.
Ognuno nella forma che gli è più congeniale (esclusa ovviamente la violenza) faccia sentire la propria voce e il proprio disappunto. La nostra è una doverosa indignazione:
è ora di finirla, prima che questi pagliacci infami finiscano noi.
Ma sarà possibile tollerare ancora questa classe politica? Chiunque non sia o completamente cieco o disperatamente ignorante, non può che accorgersi della falsità, dell'ipocrisia squinternata da polveroso salotto di questa gente.
Continuano a riempirsi la bocca di cose che non vogliono dire nulla, che nemmeno il più facinoroso dei sudditi può sinceramente prendere per buone.
E mentre mandano il paese in malora, ridono.
Qui nessuno (NESSUNO!) quando parla dà l'idea di voler fare qualcosa di serio e utile.
I cittadini italiani sono ben capaci di fare dell'Italia una grande nazione, solo che gliene sia data la possibilità, e che non debbano passare le loro giornate nel tentativo di guadagnarsi da vivere nonostante lo Stato.
Sono di questi giorni le solite vecchie polemiche sul costo della politica: nessuno fa niente, nessuno dice niente, nessuno propone un piano serio di riduzione.
Signori miei, questa gente non merita il nostro rispetto, e tantomeno il nostro voto.
Ognuno nella forma che gli è più congeniale (esclusa ovviamente la violenza) faccia sentire la propria voce e il proprio disappunto. La nostra è una doverosa indignazione:
è ora di finirla, prima che questi pagliacci infami finiscano noi.
venerdì 15 giugno 2007
Romano Prodi
Oggi il nostro esimio Presidente del Consiglio ha dichiarato quanto segue: Ho visto l'occupazione di banchi di governo, manifestazioni improvvise. Tutto questo denota una situazione di tensione che non giova all'Italia. Il nostro Paese ha infatti bisogno solo di dialogo»
Non è vero. Il nostro Paese ha bisogno di mandare a casa, o in galera, tutti quei signori, che costano una cifra folle per ammazzare il paese.
Ancora sei mesi così, e davvero la povertà diventerà il primo problema di un paese che fu.
Non è vero. Il nostro Paese ha bisogno di mandare a casa, o in galera, tutti quei signori, che costano una cifra folle per ammazzare il paese.
Ancora sei mesi così, e davvero la povertà diventerà il primo problema di un paese che fu.
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