Lo spettacolino di questi giorni che la nostra classe politica sta allestendo rischia di farci diventare ciclotimici.
Passiamo dalla risata alle lacrime (siano esse di rabbia, indignazione, o di riso convulso).
La zavorra che ci tiriamo dietro rallenterebbe qualunque evoluzione storica, tutto sommato l'Italia (intesa soprattutto come insieme di Italiani) è già brava a far quello che fa.
Trascinare dietro di sè pesi come lo zombie del comunismo, la deriva centrista, e le squallide personalità imperanti a destra e sinistra, è peggio delle fatiche di Ercole, ed auguriamoci che non sia quella di Sisifo.
In un paese come il nostro c'è bisogno di creare la funzione del comando.
Lo spauracchio dittatoriale di Mussoliniana memoria sta facendo più danni di quanti ne abbia causati la nostra discesa in guerra accanto alla germania nazista.
Meglio un comandante sbagliato, che si può sempre abbattere, di questa diga statica e inamovibile di detriti da seconda repubblica.
Auguriamoci il premierato forte ad elezione diretta, e uno sbarramento implacabile al 5% (ma sarebbe meglio il 10%!)
e poi dritti a votare.
Comandi chi ha i numeri per farlo, in modo chiaro, forte e preciso.
In casi come questo nostro, diversi luoghi in diversi tempi della Storia, hanno fatto ricorso alla tirannide.
Oggi questa soluzione estrema non serve più. Ma abbiamo bisogno di dare a qualcuno la forza, il potere di prendere decisioni. E di attuarle.
Senza troppa paura di chi potrà essere il primo. A lui ne seguiranno altri. E forse in questo modo il Paese troverà la sua strada.
Passiamo dalla risata alle lacrime (siano esse di rabbia, indignazione, o di riso convulso).
La zavorra che ci tiriamo dietro rallenterebbe qualunque evoluzione storica, tutto sommato l'Italia (intesa soprattutto come insieme di Italiani) è già brava a far quello che fa.
Trascinare dietro di sè pesi come lo zombie del comunismo, la deriva centrista, e le squallide personalità imperanti a destra e sinistra, è peggio delle fatiche di Ercole, ed auguriamoci che non sia quella di Sisifo.
In un paese come il nostro c'è bisogno di creare la funzione del comando.
Lo spauracchio dittatoriale di Mussoliniana memoria sta facendo più danni di quanti ne abbia causati la nostra discesa in guerra accanto alla germania nazista.
Meglio un comandante sbagliato, che si può sempre abbattere, di questa diga statica e inamovibile di detriti da seconda repubblica.
Auguriamoci il premierato forte ad elezione diretta, e uno sbarramento implacabile al 5% (ma sarebbe meglio il 10%!)
e poi dritti a votare.
Comandi chi ha i numeri per farlo, in modo chiaro, forte e preciso.
In casi come questo nostro, diversi luoghi in diversi tempi della Storia, hanno fatto ricorso alla tirannide.
Oggi questa soluzione estrema non serve più. Ma abbiamo bisogno di dare a qualcuno la forza, il potere di prendere decisioni. E di attuarle.
Senza troppa paura di chi potrà essere il primo. A lui ne seguiranno altri. E forse in questo modo il Paese troverà la sua strada.