martedì 27 febbraio 2007

Vie politiche

Lo spettacolino di questi giorni che la nostra classe politica sta allestendo rischia di farci diventare ciclotimici.
Passiamo dalla risata alle lacrime (siano esse di rabbia, indignazione, o di riso convulso).
La zavorra che ci tiriamo dietro rallenterebbe qualunque evoluzione storica, tutto sommato l'Italia (intesa soprattutto come insieme di Italiani) è già brava a far quello che fa.
Trascinare dietro di sè pesi come lo zombie del comunismo, la deriva centrista, e le squallide personalità imperanti a destra e sinistra, è peggio delle fatiche di Ercole, ed auguriamoci che non sia quella di Sisifo.
In un paese come il nostro c'è bisogno di creare la funzione del comando.
Lo spauracchio dittatoriale di Mussoliniana memoria sta facendo più danni di quanti ne abbia causati la nostra discesa in guerra accanto alla germania nazista.
Meglio un comandante sbagliato, che si può sempre abbattere, di questa diga statica e inamovibile di detriti da seconda repubblica.
Auguriamoci il premierato forte ad elezione diretta, e uno sbarramento implacabile al 5% (ma sarebbe meglio il 10%!)
e poi dritti a votare.
Comandi chi ha i numeri per farlo, in modo chiaro, forte e preciso.
In casi come questo nostro, diversi luoghi in diversi tempi della Storia, hanno fatto ricorso alla tirannide.
Oggi questa soluzione estrema non serve più. Ma abbiamo bisogno di dare a qualcuno la forza, il potere di prendere decisioni. E di attuarle.
Senza troppa paura di chi potrà essere il primo. A lui ne seguiranno altri. E forse in questo modo il Paese troverà la sua strada.

lunedì 26 febbraio 2007

Ricatti

Torno a scrivere.
Ultimamente alcuni amici citavano una frase abbastanza vecchia: "governare gli italiani non è difficile, è inutile".
Ammesso e non concesso che sia esatta, credo in molti conosciamo a chi fu attribuita, e quando.
Non la cito per creare polemiche stupide, lo premetto.
Però pensavo che forse persino in tempi da considerarsi bui per alcune delle elementari libertà personali, sarebbe stato improponibile quello che accade oggi. Soprattutto a livello concettuale. E molti di coloro che da ambo le parti hanno combattuto, oggi forse tornerebbero a farlo.
Purtroppo parliamo di una generazione ormai finita, di cui forse restano pochi ultimi attempati rappresentanti, che se hanno ancora il bene della lucidità e il fuoco della passione politica, devono essere molto agitati.
Noi siamo un'altra generazione. Autoflagellandomi direi che questa generazione ha la classe politica che si merita.
Ma cambio subito idea. Questa generazione non meriterebbe una pena così grande.
Come si fa ad accettare passivamente una classe politica interamente (poche davvero le eccezioni!) costituita di macchiette? Di personaggi che sarebbero opportuni a qualche festa di carnevale di provincia?
Attenzione però: la classe politica di cui parlo io non è il parlamento. La maggior parte di Onorevoli (!!) e Senatori infatti non conta nulla, spesso non sa nulla, e vota quello che gli dicono di votare. Per il resto è vacanza, buono stipendio, pensione veloce, ecc.
La classe politica è quella che si vede (guarda che roba!), che viene intervistata (dai pochi giornalisti che ancora lo sanno fare), che rilascia dichiarazioni (facendo crollare titoli in borsa)!
Povera Italia, viviamo succubi alle decisioni di pagliacci, ignoranti, cortigiani di re sciocchi ed usurpatori.
Assistiamo in queste ore al balletto dei ricatti: Diliberto, Follini, Rossi, Bertinotti, Pecoraro Scanio, Vladimiro Guadagno e compagnia cantante, in grado di ricattare un governo, e quindi un paese, a spese di tutti i cittadini, solo ed unicamente per il loro sporco tornaconto. L'unica forma di altruismo e di senso civico che queste "persone" posseggono riguarda il loro privatissimo orticello, e la loro ben remunerata poltrona.
A tutti coloro che siedono in quelle aule "in branco" io rivolgo un appello: quali che siano le vostre idee, gridatele, prendete posizione. Non per ricattare qualcuno. Per dignità. Per dire io lo ho fatto.
Per guardare nello specchio un uomo o una donna, e non uno schiavo silenzioso.
A tutti gli altri dico solo una: VERGOGNATEVI DI VOI STESSI.