Sento parlare in questi giorni di "terza Repubblica". E quasi mi viene da ridere.
Anche se la speranza è dura a morire, e in me questa disgraziata non accenna a diminuire, le più razionali considerazioni di questi giorni non assumono certo tinte rosee.
Il mondo della politica chiacchiera molto di giovani e di gioventù, di nuove leve, di quella che chiamano alcuni la "generazione Tuareg".
Quando avranno depositato le liste per le prossime elezioni, mi piacerebbe che qualcuno più competente di me contasse gli under 40 o 45, e soprattutto i nomi mai candidati prima presenti tra gli eleggibili. E poi magari anche quelli tra gli eletti.
Certo i giovani hanno bisogno di formazione, di esperienze, di partecipare per poi poter contribuire. Magari fosse concesso. Questo paese è pieno zeppo di 30 40enni che hanno non solo la voglia, ma i mezzi e la capacità di fare, e di fare bene.
Spero possano, spero possiamo, cominciare a farlo. Voglio comunque spendere un elogio per i vari "dimissionari per altrui volontà" del morente governo, che dopo aver attirato su di sè l'odio del 90% della popolazione italiana, dopo aver massacrato il paese, le tasche e le vite dei cittadini italiani, hanno la faccia tosta di dire che si "ritirano" (per altro senza farlo!) per lasciare posto ai giovani......ma dico, fatto salvo chi potrebbe essere mosso da bieco interesse personale, c'è davvero un solo italiano che voterebbe ancora Tommaso Padoa Schioppa, Vincenzo Visco e Romano Prodi? Forse sì, e mi dispiaccio profondamente, perchè concedere fiducia ancora a personaggi simili,a parte la malafede, può essere solo frutto di colossale ignoranza e disperata ingenuità. Che in fondo sono mali curabili, se la voglia di verità e consapevolezza prendesse il sopravvento su pigrizia e "tifoseria" politica. Speriamo venga il tempo delle proposte, dell'azione, delle soluzioni. E sia finito quello dei "no", dei "contro", e dell'enunciazione dei problemi, senza che mai segua anche quella della soluzione vera, e non demagocica.
T.
venerdì 22 febbraio 2008
martedì 19 febbraio 2008
Anno nuovo, governo nuovo. Blog nuovo.
2008. Anno nuovo, governo nuovo, blog nuovo.
Riprendo il tentativo di dar voce a qualche mio pensiero qui on line. Sperando di averne il tempo e la voglia. Sperando che la nuova energia non mi abbandoni di nuovo, che lo sconforto che mi ispira la nostra classe dirigente sia motivo di azione e di nuova energia. E che la voglia di fare continui a prevalere.
A presto.
T
Riprendo il tentativo di dar voce a qualche mio pensiero qui on line. Sperando di averne il tempo e la voglia. Sperando che la nuova energia non mi abbandoni di nuovo, che lo sconforto che mi ispira la nostra classe dirigente sia motivo di azione e di nuova energia. E che la voglia di fare continui a prevalere.
A presto.
T
giovedì 19 luglio 2007
Largo ai giovani!
Apprezzo molto la candidatura di Adinolfi alla segreteria del Pd.
Aprrezzo pure alcune delle cose che dice, ma soprattutto apprezzo e condivido l'incazzatura di una generazione chiusa fuori da troppe porte, da parte di vecchi arcigni che si sperano immortali.
La possibilità che Adinolfi ha deciso di sfruttare dovrebbe essere aperta più spesso, magari anche a destra. Anche se sappiamo benissimo come andrà a finire.
Al di fuori dei vivai politici classici, è pieno di persone di talento, dotate di testa, cultura, onestà, che potrebbero fare la differenza.
Spezzo pur stancamente una lancia a favore di questo.
Tancredi
Aprrezzo pure alcune delle cose che dice, ma soprattutto apprezzo e condivido l'incazzatura di una generazione chiusa fuori da troppe porte, da parte di vecchi arcigni che si sperano immortali.
La possibilità che Adinolfi ha deciso di sfruttare dovrebbe essere aperta più spesso, magari anche a destra. Anche se sappiamo benissimo come andrà a finire.
Al di fuori dei vivai politici classici, è pieno di persone di talento, dotate di testa, cultura, onestà, che potrebbero fare la differenza.
Spezzo pur stancamente una lancia a favore di questo.
Tancredi
lunedì 25 giugno 2007
Occupazione dei binari a Roma
Oggi della gente decisamente arrogante e sicuramente molto ignorante ha creato disturbo a tutta Italia perchè pretendeva di viaggiare gratis in treno, quindi ha occupato i binari.
Intervengono i sindacati: «che vengano al più presto riattivate le misure, anche con il sostegno della stessa Regione, come atto di giustizia e di solidarietà verso i pendolari».
Alla faccia della giustizia! E poi dicono che non difendono i fannulloni. A me questi toni sembrano quelli di difesa nei confronti dei "compagni che sbagliavano". E la cosa non mi piace.
Spero francamente che queste persone vengano perseguite dalla legge, e che i sindacati si spengano, come sembra capitare, per le zero iscrizioni dei giovani.
In questo paese si cambierà solo con la morte di questa orribile generazione di prefiche del potere.
Intervengono i sindacati: «che vengano al più presto riattivate le misure, anche con il sostegno della stessa Regione, come atto di giustizia e di solidarietà verso i pendolari».
Alla faccia della giustizia! E poi dicono che non difendono i fannulloni. A me questi toni sembrano quelli di difesa nei confronti dei "compagni che sbagliavano". E la cosa non mi piace.
Spero francamente che queste persone vengano perseguite dalla legge, e che i sindacati si spengano, come sembra capitare, per le zero iscrizioni dei giovani.
In questo paese si cambierà solo con la morte di questa orribile generazione di prefiche del potere.
martedì 19 giugno 2007
Massimo D'alema
Il nostro ministro degli esteri, nonchè vicepremier, già velista di lusso (che entra in porto a vela!) della sinistra italiana ha dichiarato oggi che "c'è un aria irrespirabile".
Ha ragione poveretto.
Noi che lo immaginiamo sballottato dalle onde della vita fino alla posizione attuale, non avendo lui mai (mai!) finito nulla di ciò che ha incominciato, non possiamo ritenerlo troppo responsabile. Nel suo caso è la funzione che crea il danno. Ricoperta da lui, ovviamente.
Quindi, ci permettiamo di dare un consiglio al signor D'alema. Per la prima volta nella sua vita ha infatti l'occasione di finire qualcosa, ovvero la sua funesta carriera e quella dei suoi compari di merenda (a spese degli italiani).
Andasse a casa, o meglio ancora in qualche altro paese, insieme a tutti i suoi.
L'aria si farebbe immediatamente molto più respirabile per tutti gli italiani.
Ha ragione poveretto.
Noi che lo immaginiamo sballottato dalle onde della vita fino alla posizione attuale, non avendo lui mai (mai!) finito nulla di ciò che ha incominciato, non possiamo ritenerlo troppo responsabile. Nel suo caso è la funzione che crea il danno. Ricoperta da lui, ovviamente.
Quindi, ci permettiamo di dare un consiglio al signor D'alema. Per la prima volta nella sua vita ha infatti l'occasione di finire qualcosa, ovvero la sua funesta carriera e quella dei suoi compari di merenda (a spese degli italiani).
Andasse a casa, o meglio ancora in qualche altro paese, insieme a tutti i suoi.
L'aria si farebbe immediatamente molto più respirabile per tutti gli italiani.
Romani Prodi II
Spesso vengo accusato di essere un idealista. E va bene, sia pure.
Ma sarà possibile tollerare ancora questa classe politica? Chiunque non sia o completamente cieco o disperatamente ignorante, non può che accorgersi della falsità, dell'ipocrisia squinternata da polveroso salotto di questa gente.
Continuano a riempirsi la bocca di cose che non vogliono dire nulla, che nemmeno il più facinoroso dei sudditi può sinceramente prendere per buone.
E mentre mandano il paese in malora, ridono.
Qui nessuno (NESSUNO!) quando parla dà l'idea di voler fare qualcosa di serio e utile.
I cittadini italiani sono ben capaci di fare dell'Italia una grande nazione, solo che gliene sia data la possibilità, e che non debbano passare le loro giornate nel tentativo di guadagnarsi da vivere nonostante lo Stato.
Sono di questi giorni le solite vecchie polemiche sul costo della politica: nessuno fa niente, nessuno dice niente, nessuno propone un piano serio di riduzione.
Signori miei, questa gente non merita il nostro rispetto, e tantomeno il nostro voto.
Ognuno nella forma che gli è più congeniale (esclusa ovviamente la violenza) faccia sentire la propria voce e il proprio disappunto. La nostra è una doverosa indignazione:
è ora di finirla, prima che questi pagliacci infami finiscano noi.
Ma sarà possibile tollerare ancora questa classe politica? Chiunque non sia o completamente cieco o disperatamente ignorante, non può che accorgersi della falsità, dell'ipocrisia squinternata da polveroso salotto di questa gente.
Continuano a riempirsi la bocca di cose che non vogliono dire nulla, che nemmeno il più facinoroso dei sudditi può sinceramente prendere per buone.
E mentre mandano il paese in malora, ridono.
Qui nessuno (NESSUNO!) quando parla dà l'idea di voler fare qualcosa di serio e utile.
I cittadini italiani sono ben capaci di fare dell'Italia una grande nazione, solo che gliene sia data la possibilità, e che non debbano passare le loro giornate nel tentativo di guadagnarsi da vivere nonostante lo Stato.
Sono di questi giorni le solite vecchie polemiche sul costo della politica: nessuno fa niente, nessuno dice niente, nessuno propone un piano serio di riduzione.
Signori miei, questa gente non merita il nostro rispetto, e tantomeno il nostro voto.
Ognuno nella forma che gli è più congeniale (esclusa ovviamente la violenza) faccia sentire la propria voce e il proprio disappunto. La nostra è una doverosa indignazione:
è ora di finirla, prima che questi pagliacci infami finiscano noi.
venerdì 15 giugno 2007
Romano Prodi
Oggi il nostro esimio Presidente del Consiglio ha dichiarato quanto segue: Ho visto l'occupazione di banchi di governo, manifestazioni improvvise. Tutto questo denota una situazione di tensione che non giova all'Italia. Il nostro Paese ha infatti bisogno solo di dialogo»
Non è vero. Il nostro Paese ha bisogno di mandare a casa, o in galera, tutti quei signori, che costano una cifra folle per ammazzare il paese.
Ancora sei mesi così, e davvero la povertà diventerà il primo problema di un paese che fu.
Non è vero. Il nostro Paese ha bisogno di mandare a casa, o in galera, tutti quei signori, che costano una cifra folle per ammazzare il paese.
Ancora sei mesi così, e davvero la povertà diventerà il primo problema di un paese che fu.
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